venerdì 28 dicembre 2012

Bufale su 4 ruote: l'auto ad acqua



Una delle bufale più ricorrenti su internet, è quella dell'auto ad acqua. Quanto sarebbe bello fare il pieno direttamente dal rubinetto di casa? Per questo molti ci cascano, dal momento in cui la benzina costa il doppio del latte, c'è chi preferisce credere all'esistenza di un modo molto più economico per andare in giro in auto, e perciò tenuto segreto dai cattivoni delle 7 sorelle.
Purtroppo però, il tizio che propose la sua invenzione all'opinione pubblica fu condannato per truffa.

Il tale si chiamava Stanley Meyer; nel 1980 propose un prototipo di cella elettrolitica ad alta efficienza, in grado di generare tanto idrogeno dall'acqua da riuscire a muovere un' auto. L'elettricità necessaria a far funzionare la cella, secondo Meyer, sarebbe stata fornita dall'alternatore dell'auto stessa, questo avrebbe consentito di muoversi praticamente gratis, realizzando un ciclo energetico chiuso che ad occhio somiglia molto al moto perpetuo, ritenuto non possibile, nemmeno in linea teorica, dalla termodinamica.


Nel 1996 degli investitori si rivolsero a Meyer per avere i diritti sulla sua invenzione, pagando un anticipo di 25000 dollari, e venne incaricato un professore di ingegneria elettrica di esaminare la cella miracolosa. Meyer addusse delle scuse vaghe e non consentì alcuna prova. Dopodichè il brevetto fu esaminato d'ufficio da tre esperti nominati da un tribunale, i quali attestarono che la cella era una semplice cella elettrolitica, normalissima, che non aveva nulla di nuovo da poter essere brevettata. Meyer fu condannato a risarcire la somma agli investitori. Morì nel 1998 per un aneurisma cerebrale.

Ovviamente la prematura scomparsa di Meyer (58 anni) fornisce il substrato per le più fantasiose teorie complottiste, secondo le quali l'inventore sarebbe stato ucciso per affossare definitivamente il progetto dell'auto ad acqua.

Ora, si può anche non credere a quello che è scritto sulla pagina in inglese di Wikipedia relativa alla vicenda (eh sì,non mi sono sbattuto più di tanto), quindi preferisco analizzare il fatto da un punto di vista più rigoroso, i numeri sono numeri, vediamoli.

L'energia immagazzinata in un Kg di carburante è molta, per la benzina è circa  43 milioni di Joule (MJ) ogni chilo, cioè un'energia sufficiente per riscaldare da 0 °C a 50 °C una massa di circa 206 litri di acqua, ovviamente in condizioni ideali. Purtroppo i motori a combustione interna sono in grado di convertire in lavoro, cioè in movimento, solo un 30-35% di questa energia, il resto è disperso come calore.

Alimentare lo stesso motore utilizzando l'idrogeno è possibile, con opportuni accorgimenti, perchè corrode l'alluminio, ma ne occorrerebbe una grande quantità. Vero è che il potere calorifico dell'idrogeno è molto più alto rispetto a quello della benzina, un Kg di idrogeno svilupperebbe bruciandolo ben 141 MJ, ma per separarlo dall'acqua bisogna spendere molta energia; quanta?

Produrre 1 Kg di idrogeno per elettrolisi costa, dal punto di vista energetico 118,5 MJ.
Questo chilogrammo di idrogeno, se bruciato con una efficienza del 100% fornirebbe 141 MJ,  ma considerando, come detto prima che il motore di un'auto ha una efficienza media del 30%, l'energia utilizzabile per il movimento sarà di soli 42,3 MJ, cioè la stessa energia di un Kg di benzina, per ottenerla, però bisognerebbe spenderne tre volte tanto. Non mi sembra molto conveniente, tanto più che nel calcolo non ho tenuto conto delle inevitabili perdite dovute alla cella elettrolitica. In sostanza, non è proprio possibile sperare di ottenere tutta quell'energia da un normale alternatore di un'auto per alimentare la cella elettrolitica, ma anche se riuscissimo a montarne uno abbastanza potente, assorbirebbe il triplo della potenza prodotta dal motore.

A questo punto "sorge spontanea" la domanda: Ma allora la cella di Meyer cosa faceva?
La risposta è: produceva idrogeno, ma così poco che era del tutto trascurabile per l'alimentazione del motore, oltretutto ottenuto con un processo, come abbiamo visto, del tutto inefficente.

Su internet si trovano centinaia di siti che propongono il kit di conversione a HHO (ossidrogeno) per tutte le auto, promettono risparmi di carburante incredibili, beh, trattasi di fregatura, inoltre l'idrogeno è un gas molto pericoloso, tende ad esplodere, certo, i kit in questione sono provvisti di una guardia idraulica che serve a bloccare gli eventuali ritorni di fiamma, ma considerate che nessun ente di certificazione ne ha mai testato uno, potendone verificare la sicurezza, così come non esistono prove di terzi relative all'abbassamento dei consumi dichiarati dai produttori; insomma, prima di mettere qualcosa nell'auto, specialmente se questo qualcosa produce gas infiammabile, costituisce una pesante modifica all'impianto elettrico e al sistema di alimentazione, non è testato nè sulla sicurezza, nè sulla effettiva funzionalità, ci andrei più che cauto, tanto più che la garanzia del costruttore dell'auto andrebbe a farsi benedire. 


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