venerdì 1 novembre 2013

Ogm e Movimento 5 Stelle

Com'è noto, il M5S è sempre stato contrario alla coltivazione degli OGM, i vegetali dal DNA modificato artificialmente da sempre oggetto di controversie.
La senatrice grillina Elena Fattori, biologa con un PhD in biologia molecolare ed un passato da ricercatrice, ha pubblicato su facebook un appello per il reclutamento di ricercatori, volto a determinare la pericolosità del mais OGM della Monsanto, cioè il mais transgenico più coltivato al mondo.
Il mais in questione, sviluppa una tossina in grado di uccidere i lepidotteri, parassiti del mais comune, ma che non ha effetto su altri organismi (noi compresi). Questo consente di avviare la coltivazione utilizzando molti meno antiparassitari sul terreno, a vantaggio dell'ambiente, e ottenere così una resa maggiore, che non mi sembra poco, dal momento in cui ci sono miliardi di individui che hanno difficoltà a nutrirsi normalmente.

Quello che spaventa gli anti-OGM, è la perdita della biodiversità che si verrebbe a creare dal momento in cui si introducessero piante in grado di difendersi egregiamente dai propri nemici naturali, ma è davvero così?

Secondo gli ecologi non è assolutamente vero; studiando le colture di soia OGM dotate del carattere RR (Roundup Ready, resistenti all'erbicida glifosato)  hanno dimostrato che la "sofferenza ambientale" causata da questo tipo di colture risulta minore, in quanto è possibile eliminare completamente il pretrattamento del terreno contro le erbe infestanti e di utilizzare solo il glifosato in caso di emergenza, con la coltura in atto.

Ma allora di cosa si preoccupano gli ecologi?
Secondo loro, i principali pericoli per la biodiversità sono:

   1) Consumo di suolo, cioè la perdita di habitat
   2) Inquinamento
   3) Insostenibilità ambientale dei processi di produzione
   4) Introduzione di specie aliene


(Vi invito a consultare questo blog, per maggiori e migliori informazioni)

Tornando alla nostra senatrice, a questo punto, ci sarebbe da chiedersi se davvero le sue intenzioni siano quelle di compiere di nuovo studi già fatti in tutto il mondo, dal momento in cui i risultati derivanti da essi non dicono quello che lei vorrebbe sentirsi dire, perchè in questo caso non troverebbe nessun ricercatore disposto a sputtanarsi gratis. 
La senatrice infatti non può pretendere di compiere una ricerca scientifica in modo fazioso, perchè non sarebbe scientifica, e nel caso specifico, sarebbe un lavoro enorme e costoso, oltre che inutile. 

Invito perciò la Sen. Fattori ad occuparsi del bene comune ed evitare l'inutile caccia alle streghe da lei proposta, anche se capisco che un movimento populista come il M5S abbia costantemente bisogno di nemici ed eroi.



mercoledì 2 ottobre 2013

L'auto ad acqua di Kiyoshi Hirasawa

Nel 2008 ebbe una certa risonanza la notizia dell'ennesima bufala a motore, sto parlando di Kiyoshi Hirasawa, un inventore giapponese che aveva depositato il brevetto per una nuova auto ad acqua.

Il funzionamento veniva proposto come sbalorditivo: un generatore di idrogeno da 300 Watt (!) provvedeva ad alimentare una fuel cell la quale forniva elettricità al motore dell'auto.

La novità, rispetto all'auto di Stan Meyer è nel fatto che l'idrogeno si formerebbe spontaneamente nel generatore, facendo rabbrividire chiunque conosca il principio di conservazione dell'energia; infatti in che modo potrebbe avvenire la reazione endoergonica (che assorbe energia) della decomposizione dell'acqua senza che nessuna fonte esterna sia collegata con il generatore? Mistero.

Inoltre, la potenza dichiarata del misterioso generatore appare immediatamente troppo bassa, 300 Watt non bastano nemmeno per un tostapane, figuriamoci per un'auto.
l'auto di Hirasawa
Hirasawa, nell'intervista, si dichiarava amministratore delegato della ditta Genepax, che avrebbe messo in produzione la tecnologia.

Ho dato un'occhiata al sito dell'azienda , creato nel 2008 e vi ho trovato solo l'ennesimo kit di trasformazione alla Meyer, quello con la cella elettrolitica.

Lo stesso Hirasawa dichiarò poco dopo che la produzione sarebbe stata rimandata per vari problemi, in pratica si è smascherato da solo, l'unica cosa certa in tutta la faccenda è che qualcuno delle agenzie di stampa Reuters e Nikkei, le quali diedero risalto mondiale alla notizia, avrà preso senz'altro un solenne cazziatone, e non a torto.





martedì 1 ottobre 2013

La NASA ritocca i veri colori di Marte. Complotto!!1!!!

Qualcuno, tipo questo qui, millanta che la NASA manometta i veri colori di Marte nelle foto che vengono pubblicate, allo scopo di mostrare il pianeta  più rosso di quello che sia in realtà.

Per quale motivo?

Beh ma è ovvio, come Giacobbo insegna, Marte è un avamposto alieno nel nostro sistema solare, e non un pianeta disabitato come la NASA, il NWO, gli Illuminati e i Teletubbies vogliono farci credere, ma è ricco di acqua, di foreste, lavanderie a gettoni e tanti localini caratteristici.
Vedete che su Marte c'è vita? Fonte: carta d'identità di Giacobbo
Non ci credete? Ecco una comparazione tra una foto scattata da un astrofilo amatoriale, e una foto della NASA del pianeta rosso, noterete subito che l'immagine a sinistra, quella amatoriale, ritrae un pianeta molto più blu rispetto a quella della NASA.
Fonte: Il laptop di Giacobbo
Secondo i complottisti, quell'alone azzurro sarebbe la prova che l'atmosfera di Marte non sarebbe così rarefatta come ci vorrebbero far credere, e indicherebbe anche la presenza di acqua liquida in superficie. Le macchie più scure, inoltre sarebbero la prova dell'esistenza di foreste.

Questa montagna di balle si può spazzare via facilmente con una semplice considerazione sull'interazione tra luce e materia: Lo scattering di Rayleigh. C'è anche su Wikipedia, ma lo riassumo brevemente.
La luce bianca, quella che proviene dal sole, è composta da moltissime onde luminose di varia lunghezza d'onda; quelle più brevi sono caratteristiche del colore blu, quelle maggiori del rosso.

L'interazione di questa luce con le molecole che compongono l'atmosfera, causa una dispersione delle onde luminose, che vengono riflesse in tutte le direzioni, quindi in parte ritornano all'osservatore, nel caso specifico, una certa quantità di luce solare viene riflessa dall'atmosfera di Marte (verso di noi) prima che colpisca il suolo, ma essendo soltanto la luce blu ad essere dispersa e quindi riflessa, ecco perchè vediamo quell'alone.

Del resto i tramonti rossastri li conoscete tutti, anche in quel caso interviene lo scattering di Rayleigh, cambia solo il punto di osservazione, ma i raggi solari, essendo obliqui devono percorrere più atmosfera prima di giungere a noi con il risultato che una maggiore quota di lunghezza d'onda brevi, e quindi di colore blu viene dispersa e noi vediamo una luce rossastra.

Prima ho detto che la luce del sole è bianca, mentre tutti noi il sole lo vediamo giallo; incongruenza? No, perchè la luce del sole, ancora una volta, deve attraversare l'atmosfera perdendo nel cammino una piccola quantità di luce blu, non a caso la luce del sole ha la massima chiarezza a mezzogiorno, ma essendo i raggi perpendicolari, devono compiere il cammino più breve per attraversare l'atmosfera. Nelle foto scattate sullo shuttle agli astronauti, si vedono illuminati da una luce che sembra artificiale, perfettamente bianca; questo accade perchè si trovano oltre l'atmosfera terrestre, e la luce del sole non subisce nessuna dispersione.

In sostanza, allora, cosa fa la NASA?
Visto che la dispersione della luce non permette una buona osservazione del pianeta, tramite filtri e altre operazioni sulle foto, elimina quell'alone, (la NASA ha la versione non piratata di Photoshop) permettendo di evidenziare le altre caratteristiche del pianeta che altrimenti verrebbero occultate.

giovedì 26 settembre 2013

Overunity parte prima: cos'è il rendimento termodinamico

Girellando pe' la rete alla ricerca di nuove e sensazionali scoperte, ci si può imbattere in una bufala di dimensioni immani; tanto che viene da chiedersi se esiste davvero qualcuno che rinuncia alle sue ore di sonno per inventare tali cavolate.

Sto parlando dell'incredibile concetto dell'over-unity, che sostanzialmente nega in maniera netta tutte le leggi conosciute della termodinamica.
Ma a cosa si riferisce?

In termodinamica esiste una grandezza chiamata rendimento , che è il rapporto tra la quantità di energia che una macchina termica trasforma in lavoro (L) e la quantità di energia fornita alla macchina come calore (Q). Qui la formuletta, in cui quella specie di "n" è il rendimento e si legge "eta". (Tralasciamo resto della simbologia per quel che riguarda quello che c'è sotto al segno della frazione, a noi interessa solo Q)


fonte Wikipedia

Trattasi di una grandezza adimensionale, in quanto proviene dal rapporto tra due grandezze che si misurano entrambe in joule (in base al primo principio della termodinamica calore e lavoro sono equivalenti), ma il fatto più importante è che questa grandezza può essere soltanto minore di 1.
Lo so, è una bella fregatura.
Questo comporta il fatto che la benzina del nostro serbatoio fornisce movimento alle ruote solo in una piccola parte, per il resto viene dissipata come calore senza compiere alcun lavoro.

Ma potrebbe essere altrimenti? In questo post la spiegazione






mercoledì 25 settembre 2013

Bufale su quattro ruote: l'auto ad acqua - parte seconda

Come completamento definitivo del post precedente vi presento una caratteristica interessante dei kit HHO più "cool" oggi in commercio: EFIE.



EFIE sta per Electronic Fuel Injection Enhancer, che in lingua subalpina vuol dire: Aggeggio che migliora l'iniezione del carburante.

In sostanza è una scatoletta che confonde un pò le idee alla centralina del controllo del motore, quella che regola la quantità di carburante da iniettare nei cilindri in base a diversi parametri del motore e dell'ambiente.
Essa però viene presentata come un direttore d'orchestra che serve a far funzionare al meglio la sinergia tra la cella elettrolitica e il motore e assolutamente non influisce sul consumo del carburante, a quello ci pensa l'idrogeno prodotto dalla cella (così dicono)



In realtà l' EFIE compie un vero e proprio smagrimento della miscela aria/benzina parzializzando il carburante che viene iniettato ad ogni fase di aspirazione del motore.

Questo potrebbe sembrare una cosa buona, ma non lo è. Vediamo perchè.



Occorre sapere che un motore a benzina funziona con rapporto stechiometrico ben definito, in genere a pieno carico esso è di 14,7:1 (aria:benzina) in peso, questo per avere una combustione ottimale, ed evitare il pericoloso fenomeno della detonazione. Se si smagrisce la combustione, passando per esempio ad un rapporto di 16:1 succede che la temperatura delle camere di scoppio aumenta sensibilmente, quindi si rischia la detonazione , di surriscaldare le valvole di scarico e di bruciare la guarnizione della testata.


Possiamo tranquillamente concludere che, nei casi in cui, dopo aver installato un kit HHO, è stato rilevato un abbassamento dei consumi, esso è dovuto unicamente a questo dispositivo, perchè come detto nel post precedente, l'idrogeno prodotto dall'elettrolisi dell'acqua è talmente poco che risulta del tutto trascurabile.
et voilà